Un Papa a Bognanco? |
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Chi era Gregorio X, il Papa che passò da Bognanco (forse)
Due erano i progetti che stavano particolarmente a cuore a Gregorio X, che tuttavia non si realizzarono: promuovere una nuova crociata e porre fine allo scisma d'Oriente, che da due secoli, se non più, divideva la Chiesa. Per questo scopo indisse il Concilio ecumenico di Lione, che si aprì ai primi di maggio del 1274 e si concluse un paio di mesi dopo con la riunione delle due Chiese, che tuttavia risultò effimera. Al Concilio il Pontefice aveva invitato anche San Tommaso d'Aquino, autore tra le altre fondamentali opere anche dell'Ufficio del Corpus Domini. Ma il sommo teologo non vi poté partecipare, perché morì durante il viaggio. Un particolare minore: in quel concilio fu stabilita la norma del " Conclave " in vigore ancora oggi. Nell'estate dell'anno seguente, Gregorio X si recò a Losanna, dove in ottobre si incontrò con Rodolfo d'Asburgo, eletto da poco al trono di Germania grazie all'appoggio dello stesso Pontefice, che temeva la potenza franco-angioina. Il neo re si impegnò a garantire i diritti e i territori della Chiesa. L'incoronazione fu fissata per il successivo febbraio in Vaticano, ma Gregorio X non poté mantenere la promessa: morì il 10 gennaio 1276 ad Arezzo sulla strada per Roma ( anno infausto per il Papato: infatti in pochi mesi morirono i due successori, e il terzo sarebbe morto l'anno dopo ), poche settimane prima dell'incoronazione del re e poche settimane dopo la sua breve - e ipotetica - sosta a Bognanco. L'Ossola in quel secoloIn quel tempo l'Ossola era divisa " come la pelle di un leopardo " ( Bertamini ) in tante piccole " terre" dominate dal Vescovo, dai Conti e dal Comune di Novara in lotta tra loro. In particolare in Ossola c'erano due fazioni in lotta, gli Spelorci guelfi e i Ferrari ghibellini. L'ossolano più potente era Guido de Rodis, valvassore dell'Impero. Le strade erano " brevi segmenti privi di ponti e finivano al fiume ( Toce ) su cui erano posti i traghetti" ( Rizzi ), il più importante dei quali era quello della Masone a Vogogna, lungo la strada romana, dove sorgeva una " mansio " per il cambio dei traini e il ricovero dei viandanti, gestita dai Cavalieri di Malta dall'inizio del secolo. Al tempo di Gregorio X l'Ossola passò sotto il dominio dei milanesi Torriani e Visconti, che rafforzarono il castello della Mattarella sul Calvario. In quegli anni errava per le Alpi, predicando la fine dell'autorità papale e il matrimonio dei preti oltre alla comunità dei beni, il famoso Fra Dolcino, l'eretico ricordato da Dante (Inferno, XXVIII) e nel " Nome della Rosa ", secondo alcuni nato proprio in Val d'Ossola. In questo contesto avviene dunque il passaggio di Gregorio X per Bognanco e l'Ossola. Il passo del SempioneNel Duecento lo sviluppo industriale e commerciale promosso dai Comuni determinò una forte espansione del commercio. Fu inventata allora la "lettera di cambio", antenata dell'assegno, del bonifico e del giroconto. Merci e mercanti cercarono nuove strade per raggiungere fiere e mercati, naturalmente anche del Nord Europa attraverso le Alpi. I passi alpini più frequentati erano quelli dei Grigioni e del Brennero per il nord-est, il Moncenisio, il Monginevro e soprattutto il Gran San Bernardo per il nord-ovest. Agli inizi del secolo gli Urani, Svizzeri " primitivi ", costruirono ponti e strade per il passo del San Gottardo, il " crocevia delle genti" come fu detto, dando origine di lì a poco alla nascita della Svizzera come Stato confederale. Ti sempione non figurava tra i valichi più battuti. Vi saliva un'antica strada romana, non più di un sentiero o di una mulattiera, di cui resta ancora oggi qualche traccia. " Prospettive di importanza europea per il nostro passo si aprirono a partire dal XII secolo, dal tempo cioè delle Crociate", concordano gli storici Renzo Mortarotti e Peter Arnold`. Con il fiorire dell'economia comunale il Sempione divenne una strada mercantile di primo ordine, tramite diretto tra le città italiane e le piazze commerciali dell'Europa occidentale. Furono aperte al transito le gole di Gondo, fino a quel tempo impraticabili. Le grandi società commerciali lombarde si accordarono con i Vallesani per il libero passaggio delle merci, pagando i pedaggi per il mantenimento della strada, dei ponti e dei posti di sosta, dove tenevano depositi e magazzini e potevano cambiare cavalli e muli. Transitava una gran quantità di merci per il Sempione: dal nord, lane grezze, panni fini di Fiandra, aringhe salate e merluzzi; bestiame; pellicce, pelli e cuoiame; rame, piombo e stagno; vetrame di Strasburgo, armi e corazze di Solingen; dal sud, lini fini di Lombardia, panni di Milano e Firenze, balle di cotone dal Levante, velluti fini e colorati, sete e broccati; sale, vino, fichi secchi, olio, riso e spezie; armature di Brescia; aghi, forbici e chiodi; bicchieri finemente lavorati e saponi di lusso da Venezia. Lungo la strada da Domodossola a Briga e Sion sorsero ben dieci ospizi per i viandanti. Gran lavoro anche per i trasportatori locali, i "someggiatori ". ( Per saperne di più T. Bertamini " San Lorenzo di Bognanco - Cenni storici ", Domodossola 1968 R. Mortarotti " L'Ossola nell'età moderna ", Domodossola 1985P. Bologna " Bognanco, il paese delle cento cascate " ed. Terme di Bognanco, 1976) Nel DuecentoCenni di storiaIl Duecento, " età di ferro ", è un secolo interessante, di grande fermento in un'Europa e in un'Italia frammentate e spesso devastate dalla guerra. Sembrava si potesse realizzare il sogno di un ordine universale, vagheggiato da Dante, in cui la pacifica convivenza dei popoli fosse garantita dall'Impero e dalla Chiesa. E in effetti nella prima metà del secolo Federico II e Innecenzo III agirono in quella direzione, ma le lotte tra comuni, nobiltà, impero e papato precipitarono nella "gran tempesta ". In Europa si andarono costituendo gli stati nazionali, in Italia si consolidavano i comuni e le repubbliche marinare. Per completare il quadro, si possono aggiungere le crociate e le eresie, che furono tra le maggiori preoccupazioni dei pontefici del tempo. Arte e letteratura, religione In quel tempo, tuttavia, arte e cultura prosperavano in una straordinaria fioritura: nasceva la lingua italiana con il " dolce stil novo " ( Guinizzelli muore nel 1276, lo stesso anno di Gregorio X ), si innalzavano le stupende cattedrali gotiche, si diffondevano le Università. Domenicani e Francescani restituirono alla Chiesa rinnovata dignità. Nel 1274 il poeta milanese Bonvesin de la Riva anticipava in un poemetto il viaggio di Dante nell'oltretomba. Nella Basilica di Assisi Giotto affrescava la storia di San Francesco, morto da una cinquantina d'anni. Nello stesso anno dell'elezione di Gregorio X ( 1271) Marco Polo partiva per il suo viaggio in Cina. A tavola nel Medioevo Che cosa mangiavano gli Ossolani in quei tempi? « Mangiavano quello che c'era, se c'era ». L'arguta risposta sintetizza in fondo la realtà. In tempi normali, se non c'erano guerre pestilenze o carestie, i nostri antenati del Medioevo se la cavavano, ma senza esagerare. " Le principali fonti di nutrimento della popolazione ossolana - scrivono Sergio Bartolucci e Fabio Pizzicoli, due giovani e valenti " Chef " ossolani, nel volume dedicato alle " Ricette ossolane ", Gubetta editore, Domodossola 1995 - furono storicamente quelle comuni ai popoli abitanti la regione alpina: pane di segala, polenta, latticini e vino, a cui si aggiungevano cereali, ortaggi e frutta. " Gli abinamenti alla polenta del latte, dei salumi, della cacciagione (...) costituiscono alcuni dei piatti più caratteristici della tradizione culinaria ossolana". La minestra era in origine "una sorta di polenta poverissima, dove l'acqua era chiamata a surrogare l'assenza di cereali". " Il consumo della carne fresca in Ossola - continuano Bartolucci e Pizzicoli - era limitato alla selvaggina, a ovini, caprini, ad animali da cortile ". Raro l'uso delle carni rosse. Una ricetta del Medioevo Da una ricerca scolastica compiuta dagli alunni delle scuole medie ossolane su idea degli "Amici dell'Ossola Enogastronomica ", abbiamo scelto questa ricetta. Ci assicurano che è un piatto "preparato dai contadini del Medioevo, che utilizzavano solo i prodotti della terra". " Utile per ridare energia ai lavoratori ", precisano i ragazzi. Ingredienti. 1/2 kg di pasta corta; 1/2 kg di taccole (cornette piatte); 150 g di pancetta; 30 g di burro; 1 spicchio d'aglio. Preparazione: Mettere a cuocere in una capace pentola piena d'acqua le taccole per circa 30/40 minuti, quindi scolarle e tenerle da parte. Far cuocere la pasta; nell'attesa che questa sia pronta mettere in una padella grande il burro; quando questo si è sciolto, aggiungere la pancetta tagliata a dadini e lo spicchio d'aglio, le taccole un po' di sale e far rosolare a fuoco basso. Scolare la pasta e versarla nella padella girando tutto per qualche minuto, per fare in modo che si amalgamino e che la pasta prenda sapore, quindi servire. Si può visitareA BognancoLe Terme con il parco delle Fonti sono il centro di maggiore attrattiva di Bognanco. Sono state edificate attorno alle sorgenti di acqua "Ardente", come fu detta allora, scoperte da due pastorelle, o più probabilmente dal parroco del paese, don Fedele, a metà del secolo scorso. Da allora Bognanco si è trasformata in centro di villeggiatura, dove " passare le acque ", frequentato da chi necessita di depurare il fegato, di abbassare il colesterolo, di regolare l'intestino, migliorare la digestione e di stimolare la diuresi. La chiesa di San Lorenzo, il cui nucleo sotto forma di cappella risale al Mille, fu splendidamente rifatta nella seconda metà del Settecento. Contiene l'altare barocco delle Sacre Reliquie, alcune sculture lignee dell'ossolano Giulio Guaglio, una settecentesca pala d'altare e gli ariosi affreschi del pittore valsesiano Lorenzo Peracino e una pregevole Via Crucis in bronzo dorato dello scultore Luigi Fornara (1906-1966), autore di importanti opere, tra cui il portale e gli amboni della basilica della Madonna di Re ( Val Vigezzo) e la statua di Don Bosco del Duomo di Milano (Di Risio). La Chiesa pseudo romanica di Bognanco Fonti è di costruzione recente. Nella frazione Camparione c'è un notevole vecchio torchio da vino. Nei dintorni sono possibili escursioni all'oratorio di San Bernardo, al passo del Monscera (m. 2103) sul confine con la Svizzera, ai laghetti alpini del Paione. Il figlio più illustre di questa Valle fu Gian Giacomo Galletti, nato a Bognanco (1789) da umile famiglia, emigrato in Francia e diventato uomo ricchissimo con relazioni in mezzo mondo. Alla sua morte (1873) lasciò " una principesca sostanza ", scrive Paolo Bologna ( " Bognanco, il paese delle cento cascate " ) per favorire lo sviluppo degli studi, soprattutto scientifici, nella sua amata Ossola. A DomodossolaIn città, a pochi passi dalla bella piazza del Mercato, con lapide che ricorda l'autorizzazione (falsa) concessa da Berengario Re d'Italia a tenere un mercato settimanale, sorge la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio ( all'interno, " San Carlo comunica gli appestati " di Tanzio da Varallo e" Sogno di Costantino " in bassorilievo su architrave scolpito in pietra locale, di epoca romanica ). Di fronte, il cinquecentesco Palazzo Silva con pinacoteca ( visitabile su appuntamento ) e il " Cortile dei Marmi ", e poco oltre il Museo Galletti con i cimeli di Geo Chavez, primo trasvolatore delle Alpi, e la diligenza del Sempione ( entrambi in sistemazione ). Nel Palazzo di Città, testimonianze della Repubblica dell'Ossola (settembre-ottobre 1944). Al collegio Rosmini si può visitare il Museo del Sempione, che contiene i cimeli del traforo, tra cui la perforatrice e il teodolite, una specie di goniometro ottico, che permise l'esatta direzione dello scavo della galleria, la più lunga del mondo con i suoi quasi ventimila metri, aperta nel 1900. Di fronte, la chiesa della Madonna della Neve, con una notevole pala d'altare. Nella frazione di Vagna, la Chiesa di San Brizio (" Visitazione " di Tanzio da Varallo) . A San Quirico una piccola splendida chiesetta romanica, la più antica dell'Ossola, con sculture celtiche esterne. Il Sacro Monte Calvario fu costruito a partire dal 1656 con il concorso della popolazione ossolana, mossa dalle prediche di due Frati Francescani. Nelle dodici cappelle e nel Santuario del SS. Crocifisso sono raffigurati quindici " Misteri" della vita di Gesù. Tra le oltre cento statue di terracotta e di legno, molte sono di Dionigi Bùssola e di Giuseppe Rusnati, noti artisti plasticatori del Seicento, che lavorarono al Duomo di Milano e in altri Sacri Monti. Sulla sommità del colle, accanto al Santuario, si trovano i ruderi dell'antico castello, immersi in un parco di alberi secolari. Qui nel 1828 il sacerdote filosofo Antonio Rosmini fondò il suo Istituto della Carità, " in tre stanzette sulla nuda roccia ", oggi inglobate come Sante Reliquie nel Centro di Spiritualità Rosminiana. |







Gli archivi delle chiese di paese, soprattutto dei paesi sorti nelle valli remote dalla pianura ma vicine a un valico alpino, oltre a contenere la storia ordinaria di nascite, matrimoni e decessi, possono riservare sorprese incredibili, se a scrutarli sono occhi esperti.
Quando passò per Bognanco e Domodossola nell'autunno del 1275, Papa Gregorio X aveva 67 anni, era Papa da quattro. Era nato a Piacenza nel 1208, si chiamava Tebaldo Visconti, parente dei Visconti di Milano. Quando fu eletto al soglio pontificio, il 1 settembre 1271, era arcidiacono, ossia vicario del Vescovo, di Liegi. La notizia gli fu portata in Palestina, dove egli si trovava impegnato nella crociata.