Bognanco, tu Bognanco

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Chi sarà mai quel giovane coi pantaloni chiari?

 

felice_lunardi_thBOGNANCO TU BOGNANCO

Bognanco tu Bognanco
rifugio sei del cittadino stanco
e l' acque tue
per vie non conosciute
ridanno nuova giovinezza al cor

Così  “canticchiava” mia mamma nel 1960... mentre lavava  i piatti nel lavandino in cucina.
Oggi capisco che ne aveva ben ragione quando continuava dicendo... “le tue acque miracolose donano a tutti la salute!”
In quegli anni Bognanco era all'apice del turismo!
Rinomata e conosciuta per le sue Terme  in tutta Italia!  (ci veniva anche Mussolini)
E ovviamente prediletta dagli anziani che venivano a fare le cure termali... per  le sue tre acque...miracolose!
SAN LORENZO... utile per l' apparato digerente, il fegato e le vie biliari.
GAUDENZIANA... contro le malattie urinarie.
AUSONIA... per una facile digestione.
Le Terme  specialmente d'estate erano frequentatissime!
Questo “ridente” paese a 650m. di altezza, nel piccolo aveva tutto!
La Farmacia, il mini-market, negozi di ogni tipo! Il tabacchino, il cinema e poi bar e ristoranti, campi da tennis.
Pensare che il sabato e la domenica non trovavi mai un posto  libero per cenare al ristorante,  se non avevi prima prenotato.
E  il centro era animatissimo!
Gli anziani andavano a  dormire presto...  lasciando  posto alla gioventù.


Io ho imparato a conoscere e ad amare questo centro Termale...
quando alla fine della prima superiore in collegio, i miei genitori mi hanno trovato un lavoro stagionale come “Tuttofare”  in un Albergo nel centro di Bognanco vicino alle Terme.
Nel mio lavoro di tuttofare dell'Albergo...mi impegnavo già dal mattino a fare il carico e lo scarico delle bottiglie  del bar e ristorante e a controllare che la cantina fosse pulita ed in ordine...    come  un negozio da visitare!
Perché i proprietari, ci tenevano... eccome!
Quando un cliente era indeciso sul tipo di vino da bere, lo portavano direttamente  a visitare la cantina... il loro fiore all'occhiello!
Da una parte i vini, selezionati in base all'annata, poi gli spumanti e lo champagne, e dall'altra parte ancora, i liquori e i superalcolici,  le bibite e  le acque.... (rigorosamente solo acque minerali Bognanco! )

La proprietaria al mattino mi preparava un biglietto ed io... scendevo in cantina  per il rifornimento.
Vediamo un po'...
6 bottiglie Valpolicella
4 bottiglie Lambrusco
6 bianco  Santa Margherita
1 cassa di minerali naturali
12 Campari soda
1 bottiglia di amaro della casa... e così via!

Col tempo avevo imparato un piccolo trucco: scendevo in cantina con nascosto in tasca un apri bottiglia,  e ogni giorno dicevo tra me:
Vediamo un po'... ieri mi son  bevuto un Campari soda... ma era troppo amaro per i miei gusti!
Oggi proverò a bere un Crodino... e domani assaggerò qualcosa di nuovo!
E non lasciavo mai  il corpo del reato.. in vista!
Bevuto ad esempio il Cinzanino,  salivo con la bottiglietta vuota e  il tappo nascosto in tasca... e poi li buttavo dentro il grosso bidone della spazzatura.

Aiutavo anche a preparare le colazioni per i clienti del mattino,  sbarazzavo, e  ripreparavo le tavole per il pranzo.  
Diceva la proprietaria: “Aiutami Felice, che oggi ci sono clienti nuovi.
Uniamo questi due tavoli... che diventano per cinque persone.
Poi ci servono 4 tavoli da 2 persone...e avanti così.”

I clienti fissi si riconoscevano perché sulla tavola  avevano la bottiglia di acqua e di vino del giorno prima.  Tanti tenevano anche... un olio speciale,  o qualche vasetto di delicatezze... e purtroppo qualche medicina,  Poi fiori di montagna … e il numero della camera.
Un “vezzo” del cliente... come i bambini?
Il primo giorno sceglieva un tavolo, per le settimane che si fermava, e poi … guai a cambiarglielo!   Se ad esempio la signora  diceva:  
Lo abbiamo spostato per far posto a una tavolata più grande... erano musi e mugugni!

E quella volta che un cliente che era da solo a mangiare, ha detto sottovoce alla proprietaria quasi in un orecchio: Sono diventato nonno, e domani festeggeremo l'evento!  
Ma intanto mi porti la bottiglia più costosa che ha... Stasera brinderò da solo... ma almeno con un vino speciale!
Mentre beveva e si gustava il vino, nel tavolo vicino si siede un nuovo cliente che ordina la cena e alla domanda quale vino voleva, ha risposto: mi dia una bottiglia come quella che sta bevendo il signore.
Ed è andato avanti così per i 15 giorni che si è fermato.
Il giorno che ha chiesto il conto... quasi sveniva!
Ne aveva bevuta una al giorno... che per 300 lire... fanno 4500 lire!

Ma continuiamo con le mie mansioni...
All'occorrenza, i principali  mi chiamavano se c'era da spostare dei letti,  salire su una scala per pulire i vetri o i lampadari,  o pulire il cortile dalle foglie, tenere in ordine la terrazza...
e portare i bagagli ai clienti in arrivo o in partenza.
Le mansioni erano tante, ma quella principale era di andare all'arrivo delle corriere, con in testa un cappello con su scritto il nome del mio Albergo e gridare varie volte:  “Albergo Rosa Bianca, Albergo Rosa Bianca!”  in modo che se qualcuno era interessato,   mi si avvicinava, ed io gli portavo le valige fino all' Albergo.
Avevo sempre con me dei dépliant, in modo che se vedevo scendere qualcuno titubante, che non sapeva ancora quale Albergo scegliere, mi avvicinavo ,  gli davo il dépliant e lo convincevo a venire da noi.
ll mio sorriso e la faccia da bravo ragazzo...lì convinceva!
Davo fiducia nei modi e nel parlare!
Un metodo... da furbo?  Impossessarsi delle  valige del cliente e dire: Mi segua...l' Albergo è qui vicino...vedrà che si troverà bene da noi.
E  i miei principali erano soddisfatti... di questa mia dote di convincimento.
Difficilmente tornavo in Albergo... a mani vuote.
Se vedevo ad esempio arrivare un'auto con sopra dei bagagli...gli andavo incontro sorridente: Scusi, se non avete già un' Albergo prenotato le consiglio  l'Albergo Rosa Bianca. Prezzi bassi, ottima cucina e …  il parcheggio gratis per la sua auto.

In  realtà  era veramente una buona offerta quella del parcheggio gratis,  perché in paese c'erano pochi parcheggi liberi,  e bisognava andare  nell'unico grande parking costruito sotto la terrazza di un bar, e credetemi, posteggiare per una settimana o più... costava salato!

Pensandoci ora...
Che bella e indimenticabile stagione ho trascorso!

Ogni sera alle Terme si ballava  con una grande orchestra.
Tutto illuminato a giorno col suo grande parco e le  fontane zampillanti!  
Il biglietto di entrata costava caro... ma non per me.  
In biglietteria sapevano  che ero lì per lavoro e mi facevano passare...
chiudendo un' occhio!
Dentro gente elegante, che ballava... ma solo se sapeva veramente ballare!
Era da rimanere estasiati a vedere le coppie danzare quei tanghi, quei valzer!  Girare veloce nei due sensi con grazia e professionalità.
Che signorilità!
Camerieri in smoking... e quanti tavoli  avevano da servire!
E poi, lampadari con mille luci ,  quadri e specchi d'altri tempi.
E quella musica stile Leonard Bernstein o George Gershwin!
Non avrei mai smesso di ascoltare quei motivi  come in un  film!
Poi,  pian piano...la stanchezza e il sonno...prendevano il sopravvento!
Così a malincuore m'allontanavo nel viale... accompagnato in lontananza da quel sottofondo di musica...indimenticabile!
E camminando  verso l'Albergo, mi sentivo veramente bene!
Quasi fossi uno di loro... un ricco!

Un mattino che ero libero dal lavoro...sempre grazie alle conoscenze in biglietteria,  sono entrato a visitare  le Terme.
Tante persone anziane con in mano un bicchiere.
Come mai?  
Perché durante la mattina dovevano bere le varie acque miracolose!
Ma non per un solo giorno, ma minimo per una settimana!
Il primo giorno che arrivavano, i clienti  facevano la visita medica,  e il dottore ...gli prescriveva l' acqua giusta da bere!
Io ho provato a berne un  bicchiere... e non ho fatto in tempo a bere il secondo!
Ho subito capito perché ci sono tanti gabinetti.

Quando si dice il destino!
In quella stagione …  anche mio papà lavorava a Bognanco!
Come dimenticare quando mi diceva: Se un giorno avrò i soldi mi comprerò un “biroccio” col cavallino tipo Pony,  e girerò la città e la campagna per farmi ammirare!
Io quando potevo lo andavo a trovare.
Era aiuto-cuoco in un Albergo all'inizio paese.
Ricordo che a fine stagione  man mano che gli alberghi chiudevano, io sono andato via, mentre mio papà ha saputo trasformarsi  in muratore ed ha continuato a lavorare nell'Albergo  per costruire dei box sul retro.

Quando era la mia giornata di riposo... andavo a casa in bicicletta!
Scendevo la montagna a 100 all'ora... e non mi spaventavano le curve!
Frenavo anche aiutandomi coi piedi!
Era ritornare  che era dura... sette chilometri di salita!

Una volta, risalendo in bicicletta, vengo superato dalla corriera, e rimango meravigliato sentendo che l'autista continuava a suonare come per avere l' attenzione di qualcuno.
Cosa era successo?
Che mio papà seduto in corriera mi ha visto, e ha detto all'autista  di suonare per attirare la mia attenzione!
Infatti dal finestrino sento la sua voce in Toscano che mi dice: Ciao Felice!  Pedala che è dura!... Ciao!...Ci vediamo su!

Un giorno che portavo le valige nel  parking sotterraneo a un cliente in  partenza,  sento  la musica di un juke-box...  che mi avvolge.
Tornando  … (con la mancia del cliente in tasca) mi fermo ad ascoltarla: era  “Il nostro Concerto”  di Umberto Bindi... indimenticabile!

Una volta, con dei colleghi di lavoro ero seduto su un muretto ad aspettare la corriera coi turisti... per poi convincerli  a venire nel mio Albergo.  
Quando toccandomi col gomito, l'amico mi dice: La vedi quella signora triste che passa... tutta vestita di nero?  
Devi sapere che era devotissima a Gesù, alla Madonna e alla Chiesa. Poi un brutto giorno, mentre il suo unico figlio pascolava le pecore, è scoppiato improvviso un temporale.

Il giovane ha pensato bene di ripararsi sotto ad un albero... ma  un fulmine lo ha colpito nei chiodi delle scarpe.
Poverino, l'hanno trovato morto!
Da quel momento sua mamma ha smesso di credere in Dio e nella Chiesa, perché diceva che se un Dio esiste... non poteva dargli questo atroce dolore!

In Albergo sapevo trasformarmi anche in valido barista...
così a fine pasto servivo i caffè... seguiti da liquori e digestivi!
Ultimamente notavo un cliente che si sedeva al bar, ordinava un cognac... e  fissava una bella signora seduta.
Una volta mi dice: Sai se è sposata?  Se è qui da sola?  
Purtroppo non ho saputo rispondergli.
Ma un pomeriggio ho notato che  è arrivato con la sua Spider rossa fiammante, si è fermato davanti all'Albergo e ha fatto salire la bella  e provocante signora!
Passato del tempo, una sera, si siede al Bar ed io dopo avergli  servito il  secondo cognac, e aver preso un po di confidenza,  gli chiedo come è poi andata  quel giorno con la signora.
E lui con fare annoiato quasi di superficialità...  mi ha risposto: L' ho portata in un prato che conoscevo già, in mezzo al bosco.
Ho steso la coperta che porto sempre con me, e ho iniziato a corteggiarla.
Ma lei non me ne ha dato il tempo!
Con semplicità disarmante parlava del più e del meno... e intanto si denudava!
Bella giornata... e si è tolta la gonna!
Che aria frizzante... e si è tolta le mutandine!
Insomma me la sono trovata nuda senza che io facessi niente!
Abbiamo fatto l'amore  quasi “meccanicamente”.
Poi ci siamo rivestiti e l'ho riportata in  Albergo.
Tra di me ho detto:  Quanto amore! Quanta poesia!

Un giorno la proprietaria mi dice:
Felice, oggi ti ho dato festa, ma non puoi andare a casa perché a fondovalle è venuta giù una frana che ha bloccato  la strada.
Non sapendo cosa altro fare, con la mia bicicletta ho voluto ugualmente andare di persona  a vedere cosa era successo.

Si era formata una lunga coda di macchine prima della frana. E una decina di grossi massi  bloccava il passaggio.
Gli operai  nel frattempo avevano creato un nuovo sentiero tra i boschi che portava dall'altra parte.
Così se un cliente in corriera da Bognanco era diretto ad esempio a Milano, scendeva prima della zona franata, poi tramite il sentiero arrivava dall'altra parte e lì  lo aspettava un pullman che lo portava a destinazione.
Viceversa chi era dall'altra parte e stava salendo verso Bognanco... superava la frana tramite il sentiero  e arrivava da questa  parte dove trovava un pullman che proseguiva per Bognanco.
Tutto semplice... ma una domanda:
A questa gente anziana chi gli portava  i bagagli sul sentiero?
La mia idea brillante...  era già stata sfruttata da altri.
Infatti si erano radunati alcuni giovani... pronti a trasformarsi in facchini per avere la mancia.
E tra questi giovani... c'era anche mio fratello più grande!
Vedendomi dice: Felice, vieni qui anche te a dare una mano!
E così quando notavamo  qualcuno in difficoltà... gli portavamo le valigie sul sentiero improvvisato.
Io ho aiutato una signora e.... mi ha dato una bella mancia!
Nel ritorno ho aiutato un anziano e... non mi ha dato niente!
Quando con la valigia del cliente, arrivavo dall'altra parte... aspettavo che qualcuno coi bagagli andava in  senso inverso per aiutarlo... e intanto io ritornavo al punto di partenza!
Sinceramente non ho fatto tante mance... ma è stata una bella e nuova esperienza... e in più con vicino mio fratello!

Tutto per me “ruotava” nel centro del paese.
E anche dopo  mesi... io conoscevo solo Bognanco centro.
Quando in realtà c'erano dei bei paesi prima e anche dopo.
Ad esempio San Lorenzo ( subito dopo Bognanco) era conosciutissimo!
Con la sua funicolare ti portava sulle alte cime...  amate dagli  escursionisti!

Nell'Albergo come personale oltre a me, lavoravano in cucina moglie e marito come cuochi, e quando l'Albergo era pieno di clienti, e c' era bisogno di un aiuto, si aggiungeva il loro figlio  Anchise (20 anni e studente come me).

Il fulcro del lavoro però... era sulle spalle della famiglia dei proprietari.
Il marito...  teneva la parte amministrativa: i conti dei clienti, le bolle della merce, le fatture... le tasse da pagare!
Lo vedevi chiuso ore e ore nel piccolo ufficio a scrivere e a controllare le spese per far quadrare i conti.  
Perché... non è tutto oro quello che luccica!
Uno può pensare: proprietario di un Albergo in centro, con 16 camere più il ristorante... chissà quanti soldi guadagna!
Ma vai a spiegare che le Fonti sono aperte sei  mesi, (dal 15 Marzo al 15 Settembre) e che per il resto dell'anno in paese... è un mortorio!
Infatti tanti Alberghi nel tempo sono stati obbligati  a chiudere per sempre!
Perché sei mesi di lavoro e di incasso...  su 12 mesi all'anno sono  pochi  e non bastano a coprire tutte le spese!

Dicevo che mentre il marito si occupava  dell'amministrazione... la moglie curava il buon funzionamento generale dell'Albergo.
E c'era tanto da fare per tutto il giorno!
Per le camere e la sala da pranzo si faceva aiutare  dalle due figlie. Daria di 16 anni e Laura di 19.
Genitori all'antica... che pretendevano tanto dalle figlie, arrivando perfino a sgridarle per un ritardo o una dimenticanza.
Compito delle figlie era di aiutare a rifare le camere e  poi a servire i clienti a tavola.... sempre con la mamma!
Daria... era un maschiaccio!    E parlava come un maschiaccio!
Nei discorsi metteva sovente la parola cazz. e merd.
Era leggermente sovrappeso... e infatti la vedevi sempre  mangiucchiare!
Raramente rimaneva con la bocca vuota... masticava sempre qualcosa!
Come si usa dire... aveva la bellezza dell'asino!  
A 16 anni si è per forza belli... ma se si continua a ingrassare...come diventerà  a 20 o 30 anni?

La cosa che più mi indisponeva di lei? Vedere che quasi quasi, era lei che faceva il filo a me.
In questo campo avevo idee all'antica, ed ero testardo!
A me  piacevano le ragazze... che diventavano rosse se le guardavi, timide, graziose nei loro vestiti, educate.
Non una che si vestiva da maschio e si comportava da maschio!

Comunque, quasi  sempre... chi sa di non essere tanto bella.. cerca di essere simpatica e brillante... e lei lo era.
Una volta sono salito nelle camere a portare un grosso materasso. E Daria mi dice di metterlo sulla rete di un letto....ed io eseguo!
Ma sul più bello, mi prende per il collo e mi butta sul letto, perché voleva fare la lotta con me!
Non aveva altri fini, ma solo dimostrare che nella lotta era più forte lei.
Mi stringeva il collo... e in realtà mi faceva male!
La mamma preoccupata gridava: Daria smettila che Felice ha tanto da fare!
Allora iniziava coi  musi e le linguacce e mi diceva: Ringrazia che c'era mia mamma...  ma la prossima volta vedi!
Come avrei potuto innamorarmi di una ragazza così!

In realtà le volevo un po di bene, e se un giorno non c'era... mi dispiaceva e chiedevo quando tornava.
Andavamo a prenderci il gelato insieme o a fare una passeggiata.
A cercare fiori per adornare le tavole e l'ingresso. Qualche bacio tra noi... è scappato .
Ma in me non è mai scattata la scintilla dell'amore...  troppo maschiaccio!

A differenza  di me e Daria, tra Anchise (il figlio dei cuochi)  e Laura (la figlia più grande dei proprietari)... c'era del tenero!
Si vedeva da come si parlavano e da come si appartavano!
E i genitori erano gli ultimi a saperlo perché erano troppo indaffarati col lavoro per capire cosa stava succedendo tra Anchise e Laura!  
Mentre il personale e i clienti intuivano  che stava nascendo tra loro... un grande amore!

Anchise non era un dipendente fisso.  Non aveva orari da rispettare.
Ogni tanto arrivava e andava diretto in cucina.
Ciao mà, ciao pà... avete bisogno di qualche cosa oggi?
E loro, a seconda della clientela che c'era in casa, dicevano ad esempio: Oggi fermati ad aiutarci che prevedo l'inferno!
Poi Anchise andava a cercare  Laura... e passavano il resto del mattino  insieme a parlare tra loro.

Io nel sottotetto avevo una cameretta per dormire e riposarmi al pomeriggio.  (Non potevo di certo andare a casa tutti i giorni!)
Quei 7 km. di salita , se li avessi fatti di continuo, col tempo mi avrebbero fatto diventare felice si... ma Felice Gimondi!

La mia giornata lavorativa...era lunga anche se avevo diverse pause! Come ho già accennato... Arrivavo alle 7 ...facevo il carico e lo scarico della cantina, e poi aiutavo la signora a ultimare i preparativi per le colazioni e il servizio bar.  
Su due tavole unite da una prolunga,  preparavamo di tutto!
Salumi, fette biscottate, burrini, marmellate, cereali  e brioche, ed ancora... caraffe di spremuta d'arancia, e torte... a scelta!
Tutto invitante e genuino...un bel colpo d' occhio per il cliente che entrava!
Man mano che arrivavano i clienti, la proprietaria li salutava e li faceva accomodare.  
Servizievole nei modi...tanto che mi meravigliavo che nessuno notava che in realtà lei lo faceva solo per obbligo, per abitudine!
Felice, mi  diceva, prepara due cappuccini e un caffè macchiato e portali a quel tavolo, e fai un tè al limone per quella signora seduta sola.

Nel frattempo tenevo d'occhio gli orari della corriere.
Ogni tanto mi assentavo dalla sala... e correvo sul piazzale in cerca di qualche cliente... da aggiungere ai nostri!
Alle 10,30... iniziavo a sbarazzare tutto.
Marmellate in quell'antica credenza... burrini in frigo e così via.
Ed eccoci già pronti a ripreparare le tavole per il pranzo.
Poi alle 11,30 mangiavamo noi, in quel grande tavolo in cucina preparato dai cuochi, a disposizione per noi solo per il tempo del pranzo,  perché quando ci alzavamo... si trasformava in tavolo di servizio per i piatti dei clienti.

Il marito, nella pausa pranzo, rimaneva nella zona bar... in caso che qualche cliente avesse bisogno.
Mentre la moglie , le due figlie, i cuochi, Anchise e il sottoscritto mangiavamo.
Già stanchi,  ma ugualmente disposti  allo  scherzo, alle battute.
Io sono sempre stato  di “bocca buona” e mangiavo di tutto!
In collegio mi avevano insegnato che si mangia quello che passa il convento!

Ma la cuoca gentile con me mi diceva:  Felice, preferisci gli spaghetti o le lasagne!
E poi ti ho preparato i pomodori  in insalata raccolti nel mio orto.
So che ne vai matto!  
Insomma... ero trattato veramente bene!

Alle 12,30... ecco a tavola i clienti!
Sinceramente, non avevano tante “storie” nel mangiare.
Se ad esempio c'erano le lasagne come primo piatto...su 30 clienti a 28 andavano bene, e solo un paio di loro chiedevano cosa c'era d'altro.
Madre e figlie giravano tra i tavoli... pronte agli inconvenienti!
Troppo al sangue la bistecca?
Mi dia il piatto, dico alla cuoca di cuocerla di più, e continuavano il giro!

Finito il pranzo... preparavamo già la sala per la sera.
E finalmente, verso le 15... tutto finiva!
E iniziava il mio pomeriggio di libertà... fino alle ore 18.
Essendo giovane, mi bastava al massimo un'ora di riposo.
Poi, lavato e cambiato scendevo nella piazza del paese dove incontravo sempre qualcuno dei colleghi degli Alberghi o dei Ristoranti vicini.
Non tutti quelli che venivano a fare  la stagione erano della zona...
Tanti arrivavano ad esempio dalla Lombardia o dall'Emilia Romagna.
Ed era interessante sapere la loro provenienza, cosa facevano nella vita una volta finita la stagione.
C'era chi  era triste perché aveva lasciato  la fidanzata a Novara, e chi era contento di essersi allontanato dalla famiglia che lo voleva come aiuto nei loro campi di riso nel Vercellese mentre lui odiava quel tipo di vita!
E quell'uomo anziano di Forlì che ridendo mi ha confidato: Vengo volentieri a lavorare qui per quattro  mesi...  così sto lontano dalla “Belva”  (In realtà parlava di sua moglie!)

Alle ore 18 tornavo per la nostra cena !
Ma la sera  eravamo in pochi a mangiare.
Perché sinceramente... a quell'ora era un po presto... per avere già fame!
E alle 19,30 … cena dei clienti.

A tavola si vedevano sempre facce nuove che sostituivano i clienti partiti,  perché è normale che c'è un ricambio di clienti.

E devo dire che in me... rimaneva un po di nostalgia, perché queste persone solitamente si fermavano minimo una settimana... e in quella settimana ci si conosceva...diventando quasi amici.

Finalmente verso le 21 si spegnevano le luci, e un' altra giornata era finita.
Chi tra i clienti non voleva uscire in paese, si sedeva in terrazza a godersi il fresco della sera e in caso di bisogno del bar … una bibita, un tè o un gelato... ci pensavano i proprietari.  (Ho il dubbio che lavorassero 24 ore su 24)

Nella giornata appena finita...avevo fatto un totale di nove ore , divise nell'arco del giorno, ma  pur essendo stanco difficilmente andavo subito a dormire.
Se  invece  ad esempio pioveva e  quella sera non uscivo.. allora andavo  in camera ad ascoltare il giradischi  che mi aveva imprestato Daria.
Oppure  ascoltavo  la  musica alla radio e a ripensare alla giornata trascorsa.
Poi,  orgoglioso che tutto era andato bene ... mi addormentavo sereno.

E a proposito della camera... Un giorno Anchise mi chiede a bruciapelo :
Ti serve dalle 15 in poi la camera?
Gli rispondo da amico: Veramente  è proprio l' orario in cui riposo...ma se serve a te, io vado a fare un giretto in centro e te la lascio volentieri!

Quel mattino noto che lui e Laura sono un po' diversi, tesi, pieni di sotterfugi, quasi paurosi che qualcuno li ascoltasse.
Parlavano di nascosto, lei rossa in viso,  con sorrisi da innamorati e sguardi pieni di sottintesi!
Iniziai così a capire a cosa serviva la mia stanza ad Anchise!
Beati loro!
Solo per quella volta ho fatto bene il mio letto e ho profumato la stanza!

Quando alle tre, invece di salire in camera sono andato in giro per Bognanco ho incontrato Daria la sorella.
Sapeva già tutto!
Mi ha sorriso e schiacciato l'occhio con fare di complicità.
Allora io ridendo gli ho detto:
Poi uno di questi giorni proviamo anche noi due.

E lei col suo modo  impertinente mi ha risposto: Ti do un pugno!

Ho sempre impresso quel suo sguardo di quando mi  “stuzzicava”  buttandomi qualche mollica di pane nel piatto o  mi dava calci sotto il tavolo approfittando che ero sopra pensiero.
Alle volte mi fissava in un modo strano,  di intesa e di provocazione!
Poi mi sorrideva.... aspettandosi chissà cosa da me.

Quel pomeriggio, mi ha preso sottobraccio contenta,  e stranamente complici... abbiamo passeggiato, mentre l'aria fredda ci obbligava a stare più vicini.
Pensavamo entrambi... a cosa stavano facendo in quel momento Laura e Anchise sorridendoci maliziosamente … e anche  un po' invidiosi di loro!

Poi sereni e felici,  quasi consapevoli  di quella gioia di adolescenza che stava per finire...
ci siamo seduti sulla terrazza di un Bar... a gustarci un enorme gelato!

Guardando il cielo nero,  e le tante nuvole , mi è presa una malinconia... da sentirmi portare via il cuore!
Ho capito  che con le prime piogge... la stagione per me stava per finire.
E avrebbe lasciato nel tempo  solo dei ricordi annebbiati, ma stranamente ancor vivi oggi!
Vissuti in quella stagione quasi con normalità... ma nel tempo ... diventati unici, irripetibili!
Ogni tanto ci penso e dico tra me :  Che nostalgia!


Ciao Daria, non ti ho più rivista.
Ciao Bognanco!

Lunardi Felice
Salita Cappelletta 3/13
16035 Rapallo

http://www.webalice.it/lunardi.felice